TABLE OF CONTENTS

Geological Field Trips and Maps - vol. 1.1 2014

Volume 6 (1.1)/2014

From passive margins to orogens: the link between Zones of Exhumed Subcontinental Mantle and (U)HP metamorphism.

10th International Eclogite Conference - Courmayeur (Aosta, Italy), 2013


DOI: https://doi.org/10.3301/GFT.2014.01 - Pages: 1-61

Abstract

In questa escursione verranno trattati alcuni temi connessi all'evoluzione della crosta ofiolitica delle Alpi Occidentali dal rifting Giurassico al successivo metamorfismo di (ultra-)alta pressione nell'Eocene-Oligocene. Le tematiche principali verteranno (1) sull'architettura delle unità di (U)HP, (2) sull'evoluzione deformativa polifasica durante la subduzione/esumazione e (3) sul significato geodinamico circa la presenza di scaglie di basamento continentale giustapposte a peridotiti serpentinizzate ed a sedimenti di sin- e post-rift, comune a molte unità ofiolitiche alpine di alta pressione. Nel corso della prima giornata, al Passo del Piccolo San Bernardo, osserveremo le relazioni tra basamento continentale Paleozoico, mantello sotto-continentale serpentinizzato e sedimenti di sin- e post-rift, stabilitesi prima dell'orogenesi alpina. Tali relazioni sono preservate nonostante un'evoluzione deformativa polifasica accompagnata da metamorfismo a P≥1.5GPa. Relazioni analoghe tra questi litotipi sono tipiche delle "Zones of Exhumed Subcontinental Mantle" (ZESM) presenti lungo i margini attuali poveri in magma. In tali contesti il mantello sotto continentale viene esumato per l'attività di sistemi di faglie a basso angolo e grande rigetto. Tale tettonica estensionale può portare al campionamento di sezioni di basamento continentale di tetto, dando così origine ai cosidetti 'alloctoni estensionali'. I ritrovamenti effettuati in alcune unità alpine ad ofioliti, quindi, indicano che associazioni litostratigrafiche che consistono di mantello sotto-continentale serpentinizzato, basamento continentale e sedimenti di sin- e post-rift non sono necessariamente legate a dinamiche subduttive complesse, ma possono altresì essere ereditate dalle fasi estensionali pre-subduzione. Nel corso della seconda giornata tratteremo l'evoluzione tettono-metamorfica di sedimenti di post-rift, basalti di fondo oceanico nell'unità di (ultra-)alta pressione del Lago di Cignana, con particolare attenzione ai recenti ritrovamenti di micro-diamanti inclusi nei granati di noduli in quarziti manganesifere. In quest'area la deformazione polifasica durante gli stadi esumativi è stata accomodata da varie generazioni di zone di taglio, accompagnate dalla formazione di pieghe. Per questa ragione non è stato fino ad ora possibile riconoscere sezioni coerenti di crosta giurassica analoghe a quella mostrata nel corso del primo giorno di questa escursione.

open access